Vicende della prima guerra punica - Studentville

Vicende della prima guerra punica

Ex tribus Punicis bellis primum longissimum fuit: anno enim quadringentesimo nonagesimo ab Urbe condita exarserat atque finem habuit anno ducentesimo quadragesimo primo. Ideo per viginti tres annos Romani atque Carthaginienses alternis vicibus de mundi imperio decertaverunt. Romanis minimus navigiorum numerus erat; consules igitur mira cum sollecitudine classem centum quinqueremum atque viginti trirerum paraverunt. Senatus iussu Corneius Scipio Messanam cum septemdecim navibus velificat, sed apud Liparas in hostium potestatem venit. Tamen Duilius consul victoriae spem non deserit ac proelium navale contra Carthaginiensium classem committit: centum naves submergit atque multa milia hostium necat ac plurimos captivos Romam ducit. Id maximae laudi Romanis fuit. Proximis diebus Atilius Regulus consul bello praefuit: trecentis triginta navibus ingentes copias in Africae litora transportavit et Carthaginem pervenit, sed senatus maximam exercitus partem repente domum revocavit. Ita ex tam ingenti exercitu quindecim tantum milia virorum in Africa manserunt et id maxime Romanis obfuit, quia Regulus a Carthaginiensibus victus et captus est magna cum pernicie copiarum, nec Regulus superfuit.

Versione tradotta

Tra le tre guerre puniche la prima fu la più lunga: era esplosa infatti nel 264esimo anno dalla fondazione di Roma, ed ebbe fine nel 241esimo anno. Così per 23 anni i Romani e i Cartaginesi con alterne vittorie si contesero il dominio del mondo. I romani avevano un minimo numero di navi; allora i consoli con mirabile sveltezza prepararono una flotta di 100 quinqueremi e 20 triremi. Per ordine del senato Cornelio Scipione fece rotta verso Messina con 17 navi, ma presso Lipari si arrese al potere dei nemici. Tuttavia il console Duilio non abbandonò la speranza della vittoria ed intraprese una battaglia navale contro la flotta dei Cartaginesi: affondò 100 navi, uccise molte migliaia di nemici e condusse a Roma molti prigionieri. Ciò fu di immensa lode per i romani. Nei giorni seguenti il console Attilio Regolo fu a capo della guerra: trasportò su 330 navi ingenti milizie verso le spiagge dell’Africa e giunse a Cartagine, ma il senato all’improvviso richiamò in patria la maggior parte dell’esercito. Così da un così grande esercito rimasero in Africa soltanto 15.000 uomini e ciò danneggiò enormemente i Romani, poiché Regolo fu sconfitto e catturato dai Cartaginesi con grande rovina delle truppe, e Regolo non sopravvisse.

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