Concorso docenti PNRR1 annullato in cinque regioni: ecco i motivi - Studentville

Concorso docenti PNRR1 annullato in cinque regioni: ecco i motivi

Concorso docenti PNRR1 annullato in cinque regioni: ecco i motivi

Violazione dell’anonimato nella prova pratica: il TAR Marche annulla il concorso per i docenti di laboratorio delle scuole secondarie in Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Umbria.

Il TAR Marche ha emesso una sentenza che annulla il concorso docenti PNRR1 in cinque regioni italiane. La motivazione è la violazione del principio di anonimato durante lo svolgimento della prova pratica, dove i candidati sono stati obbligati a indicare nome e cognome sui fogli di risposta. Questa irregolarità ha spinto il tribunale amministrativo a disporre la ripetizione dell’esame per i candidati interessati.

Il concorso, finalizzato all’assunzione di circa 20mila docenti, è stato gestito a livello interregionale, con le procedure organizzate dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche, responsabile anche della nomina della commissione esaminatrice. In particolare, la prova per la classe di concorso B022 (Laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali), svolta a Porto Sant’Elpidio lo scorso maggio, è stata gestita in forma scritta: aecondo il TAR, questa modalità imponeva l’anonimato dei candidati, in quanto non era necessario che la commissione conoscesse i loro nomi durante la valutazione.

Le conseguenze della sentenza del TAR

La decisione del TAR comporta l’annullamento della prova pratica, che dovrà essere ripetuta per tutti i candidati delle cinque regioni coinvolte. Di conseguenza, dovranno essere rinnovate anche le prove orali e riformulata la graduatoria finale dei vincitori del concorso.

Il Ministero dell’Istruzione dovrà dunque organizzare una nuova selezione che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno scolastico.

Precedenti e implicazioni giuridiche

La vicenda non è un caso isolato: lo scorso 9 febbraio 2024, il TAR Lombardia aveva già annullato una procedura simile, sempre per mancato rispetto dell’anonimato nelle prove pratiche. In quel caso, ai candidati era stato chiesto di inserire i propri dati anagrafici negli elaborati, violando le regole previste dalla normativa vigente, e la prova pratica è stata quindi ripetuta il 16 dicembre 2024.

Il principio di anonimato nei concorsi pubblici è stabilito dal d.P.R. n. 487/1994, che impone l’anonimato dei candidati fino al termine della valutazione delle prove per garantire la totale imparzialità e trasparenza. La giurisprudenza ha chiarito che qualsiasi violazione di questa regola rende automatica l’illegittimità della procedura concorsuale, indipendentemente da eventuali condizionamenti nella valutazione dei candidati.

Quando una prova pratica assume forma scritta, deve rispettare le regole delle prove scritte, incluso l’anonimato. L’amministrazione non può aggirare questa regola cambiando la denominazione della prova: se essa prevede la consegna di elaborati, deve garantire che l’identità dei candidati resti sconosciuta fino alla valutazione.

Cosa succederà ora?

A seguito della sentenza, il Ministero dell’Istruzione dovrà predisporre nuove prove per tutti i candidati coinvolti. L’annullamento del concorso potrebbe avere ripercussioni anche su altre procedure concorsuali future, aumentando la necessità di rigorosi controlli per evitare che simili errori possano ripetersi.

Gli aspiranti docenti delle cinque regioni dovranno quindi affrontare nuovamente la selezione, con un inevitabile allungamento dei tempi per l’ingresso in ruolo. Resta ora da vedere se questa vicenda porterà a modifiche normative per garantire maggiore chiarezza nelle modalità di svolgimento delle prove concorsuali.

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