Come fare il calcolo per il riscatto della laurea, la domanda da presentare e i requisiti
Il riscatto della laurea è uno strumento previdenziale che permette di trasformare gli anni di studio universitari in anni contributivi validi per la pensione. Attraverso questo meccanismo, il periodo dedicato al conseguimento del titolo viene equiparato a tutti gli effetti a periodi di lavoro con versamento dei contributi previdenziali. Riscattare la laurea conviene a molti lavoratori che desiderano incrementare la propria anzianità contributiva.
Come funziona il riscatto della laurea? Innanzitutto, esistono due modalità, quella ordinaria e quella agevolata. Il riscatto ordinario della laurea prevede un calcolo dell’onere basato su diversi parametri, tra cui l’anzianità contributiva e la retribuzione percepita. Il riscatto agevolato, invece, è caratterizzato da un costo fisso per anno da riscattare ed è applicabile solo per periodi che si collocano nel sistema contributivo (dal 1996 in poi). Il riscatto agevolato della laurea rappresenta un’opportunità interessante soprattutto per i giovani lavoratori.
L’utilizzo del riscatto consente di ottenere due vantaggi principali: anticipare l’accesso alla pensione con il riscatto della laurea acquisendo ulteriore anzianità contributiva e incrementare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. È possibile riscattare fino a un massimo di 5 anni di università. Andiamo a vedere più da vicino tutti gli altri dettagli sul riscatto della laurea!
Chi può presentare la domanda per il riscatto di laurea
Il requisito fondamentale per accedere al riscatto della laurea è il possesso di un titolo di studio universitario valido. Sono ammessi i diplomi di laurea triennale, magistrale, specialistica, a ciclo unico, i dottorati di ricerca e i diplomi universitari di durata non inferiore a due anni. Ad esempio, il riscatto della laurea triennale è accessibile a tutti i lavoratori che hanno conseguito questo titolo.
La richiesta può essere presentata da diverse categorie di lavoratori: per esempio, c’è il riscatto della laurea per dipendenti pubblici, lavoratori autonomi e persino soggetti inoccupati che non hanno ancora iniziato l’attività lavorativa. È importante sottolineare che i periodi per i quali si richiede il riscatto non devono essere già coperti da altra contribuzione obbligatoria, figurativa o da riscatto previdenziale.
Per quanto riguarda il riscatto agevolato, questo è accessibile a chi ha periodi di studio collocati dal 1° gennaio 1996 in poi, con un costo fisso stabilito annualmente. I requisiti per il riscatto della laurea agevolato includono principalmente la collocazione temporale del periodo di studi.
I lavoratori iscritti a due diverse casse previdenziali possono richiedere il doppio riscatto, presentando domanda sia all’INPS per il riscatto della laurea, sia alla cassa privata di riferimento, come ad esempio il riscatto della laurea presso Enpam per i medici o il riscatto della laurea alla Cassa Forense per gli avvocati. Il riscatto della laurea alla Cassa Forense conviene in determinate situazioni professionali.
Il riscatto della laurea in Medicina può essere effettuato sia presso l’INPS che presso l’Enpam, e per il riscatto della laurea dei medici è importante valutare quale opzione sia più conveniente. Il riscatto della laurea in Medicina presso INPS o Enpam dipende dalla situazione contributiva del professionista.
La domanda di riscatto della laurea può essere presentata anche da chi non ha ancora versato alcun contributo, purché abbia conseguito il titolo di studio. Per i giovani professionisti, esistono agevolazioni come il riscatto della laurea under 36. In questo caso, il riscatto seguirà le regole del sistema contributivo, con un calcolo forfettario dell’onere da versare.
Riscatto del diploma e della laurea: come funziona
I riscatti contributivi per la pensione possono includere vari periodi di formazione. Ad esempio, si può anche richiedere il riscatto del diploma per la pensione, ma solo per quanto riguarda i percorsi formativi ITS Academy.
Tra i percorsi universitari riscattabili rientrano i diplomi di laurea triennale, le lauree magistrali, i corsi a ciclo unico, i diplomi universitari di durata compresa tra due e tre anni, nonché i corsi di specializzazione post-laurea della durata minima di due anni. È possibile riscattare l’università per i contributi per tutti questi titoli di studio.
È possibile scegliere se riscattare l’intero periodo del corso di studi, optando per il riscatto totale, oppure selezionare solo alcuni anni specifici attraverso il riscatto parziale. Il riscatto ai fini pensionistici dell’INPS permette di acquisire anzianità contributiva per periodi non lavorati.
Esistono tuttavia delle limitazioni precise su ciò che non può essere oggetto di riscatto: il legame tra università e pensione è valorizzato solo per gli anni che hanno prodotto un titolo riconosciuto. Infatti non è possibile riscattare gli anni di studio universitario che non hanno portato al conseguimento del titolo finale, quindi gli anni fuori corso sono esclusi dalla possibilità di riscatto, così come i periodi già coperti da altra contribuzione obbligatoria o figurativa.
Per quanto riguarda i titoli di studio conseguiti all’estero, questi possono essere riscattati solo se preventivamente riconosciuti attraverso la procedura di ratifica prevista dalle convenzioni internazionali sul riconoscimento dei titoli di studio superiore nella regione europea. Questa procedura è fondamentale per garantire l’equipollenza del titolo estero con quello italiano corrispondente.
Riscatto della laurea: il calcolo INPS
Il calcolo del riscatto della laurea segue due sistemi principali basati sul periodo di riferimento. Per gli anni dal 1996 in poi si applica il sistema contributivo, che prevede un calcolo basato sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente (33% per i dipendenti, 24% per gli autonomi) e per il numero di anni da riscattare.
Il riscatto di contributi prima del 1996 segue invece regole diverse. Per gli anni precedenti al 1996 si applica infatti il sistema retributivo, dove il costo viene determinato in base a diversi fattori quali età, sesso, anzianità contributiva totale e retribuzioni degli ultimi anni. Il riscatto di contributi prima del 1995 risulta generalmente più oneroso. In questo caso, il calcolo viene effettuato considerando la maggiore pensione che si otterrà grazie al riscatto. Ma quindi conviene il riscatto della laurea prima del 1996? La risposta è che dipende dalla propria situazione contributiva complessiva.
Per comprendere meglio, facciamo un esempio pratico: un lavoratore dipendente con una retribuzione lorda annua di 32.000 euro che vuole riscattare 4 anni di laurea nel sistema contributivo dovrà moltiplicare 32.000 x 33% x 4, ottenendo un costo totale di circa 42.240 euro.
L’INPS prevede anche le rate per il riscatto della laurea, in modo da non affrontare l’intera spesa in un’unica soluzione.
Dal punto di vista fiscale, il riscatto della laurea è deducibile interamente dal reddito se sostenuto per sé stessi, mentre è detraibile al 19% se versato per i familiari fiscalmente a carico. Nel caso del riscatto agevolato, è prevista invece una detrazione del 50% dell’importo da ripartire in 5 rate annuali.
Per avere un’idea più precisa del costo, c’è il calcolo del riscatto della laurea INPS online, che permette di ottenere una stima personalizzata considerando la propria situazione contributiva e reddituale. Gli strumenti INPS per il calcolo del riscatto della laurea sono accessibili direttamente sul sito dell’ente.
Come presentare domanda per il riscatto di laurea
Il riscatto degli anni di laurea rappresenta un’opportunità significativa per incrementare l’anzianità contributiva ai fini pensionistici. La procedura per la domanda riscatto della laurea richiede un’attenta preparazione della documentazione necessaria e può essere avviata in diversi modi.
Per presentare la domanda di riscatto è necessario innanzitutto verificare di possedere i requisiti fondamentali: aver conseguito il titolo di studio e non aver già utilizzato gli stessi anni per altre forme di riscatto o contribuzione. La documentazione da preparare include il diploma di laurea o certificato sostitutivo, un documento d’identità valido e il codice fiscale.
La modalità principale per inoltrare la richiesta è attraverso il portale web dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. All’interno dell’area riservata, bisogna seguire il percorso dedicato al riscatto della laurea INPS e compilare accuratamente tutti i campi del modulo online. Il riscatto della laurea agevolato INPS può essere richiesto attraverso la stessa procedura. In alternativa, è possibile presentare la domanda tramite:
- contact center INPS (numero 803164 gratuito da rete fissa)
- patronati e intermediari autorizzati
- sportelli fisici INPS, previo appuntamento
Durante la compilazione della domanda è fondamentale indicare con precisione:
- il periodo del corso di studi che si intende riscattare
- la facoltà frequentata e l’ateneo
- gli anni accademici di riferimento
- l’eventuale preferenza per il regime di calcolo
È importante verificare attentamente tutti i dati inseriti prima dell’invio definitivo, poiché eventuali errori potrebbero rallentare l’iter di valutazione. L’INPS, una volta ricevuta la domanda, provvederà a calcolare l’onere del riscatto e comunicherà l’importo al richiedente, che avrà la possibilità di accettare o rinunciare alla proposta.
Si consiglia di conservare copia della domanda presentata e di tutti i documenti allegati, nonché di verificare periodicamente lo stato della pratica attraverso il portale INPS. La dichiarazione del riscatto della laurea per il 730 andrà effettuata nell’anno successivo al versamento.
Riscatto di laurea agevolato, contributivo e retributivo
Il riscatto di laurea si articola in tre diverse modalità, ciascuna con caratteristiche e requisiti specifici. Il riscatto di laurea agevolato dell’INPS rappresenta l’opzione più recente e conveniente, introdotta per agevolare i giovani laureati. Questa modalità prevede un costo fisso per ogni anno da riscattare, calcolato sul minimale contributivo degli artigiani e commercianti.
Il sistema contributivo si applica ai periodi di studio successivi al 1996 o a chi sceglie di optare interamente per questo regime. Il calcolo si basa sull’aliquota contributiva vigente alla data della domanda, applicata alla retribuzione dei dodici mesi precedenti. Questa modalità risulta particolarmente vantaggiosa per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996.
Il metodo retributivo, invece, si applica ai periodi antecedenti al 1996 per chi può vantare almeno 18 anni di contributi a tale data. Il calcolo risulta più complesso e generalmente più oneroso, basandosi sulla retribuzione pensionabile degli ultimi anni lavorativi.
La scelta tra le tre opzioni dipende da diversi fattori: l’anno di laurea, la storia contributiva e la situazione lavorativa attuale. Il riscatto agevolato è particolarmente conveniente per i neolaureati e chi ha una limitata storia contributiva. Il sistema contributivo offre un buon compromesso tra costi e benefici per la maggior parte dei lavoratori post-1996. Il metodo retributivo, benché più costoso, può garantire un trattamento pensionistico più vantaggioso per chi ha una lunga storia contributiva pre-1996.
È fondamentale valutare attentamente la propria situazione prima di scegliere la modalità di riscatto, considerando l’impatto sul futuro trattamento pensionistico e la sostenibilità economica dell’investimento nel presente. Ad esempio, il riscatto della laurea ordinario è più costoso ma può essere più vantaggioso in termini di calcolo della pensione.
I costi del riscatto di laurea per la pensione
Quanto costa il riscatto della laurea? Varia significativamente in base a diversi fattori, tra cui il periodo contributivo di riferimento e il sistema di calcolo applicato. Per chi opta per il riscatto di laurea agevolato, l’onere è calcolato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda, moltiplicato per l’aliquota contributiva in vigore nella gestione pensionistica dove opera il riscatto.
Nel 2024, considerando un minimale di circa 18.000 euro e un’aliquota del 33%, il costo per riscattare un anno di studio si aggirava intorno ai 6.076,95 euro. Per un corso di laurea standard di 4-5 anni, l’importo complessivo può variare dai 23.600 ai 29.500 euro.
Per il riscatto ordinario, invece, il calcolo è più complesso e dipende dalla retribuzione percepita negli ultimi anni. In questo caso, l’onere viene determinato applicando l’aliquota contributiva alla media delle retribuzioni degli ultimi 12 mesi di lavoro precedenti la domanda. Questo può portare a costi significativamente più elevati rispetto al riscatto agevolato.
È importante sottolineare che esistono diverse modalità di pagamento: in un’unica soluzione, beneficiando della deducibilità fiscale completa, oppure in forma rateale fino a 120 rate mensili senza interessi. La rateizzazione permette di distribuire il peso economico su un periodo di 10 anni, rendendo più sostenibile l’investimento.
Esistono poi procedure specifiche per il riscatto della laurea INPS per dipendenti pubblici, dove il calcolo del costo è basato sul comparto di appartenenza e sull’anzianità di servizio. In ogni caso, prima di procedere con la domanda, è consigliabile richiedere una simulazione all’INPS per avere un quadro preciso dei costi in base alla propria situazione specifica.
Specifichiamo infine che non si può riscattare la laurea gratis e non esiste un riscatto della laurea gratis per i nati dal 1980 al 2000, poiché questa operazione comporta sempre un costo per il richiedente.
Il riscatto della laurea conviene o no?
Riscattare la laurea conviene principalmente a chi desidera anticipare l’età pensionabile, permettendo di accedere al trattamento previdenziale con alcuni anni di anticipo rispetto alla normale scadenza. E per capire quando conviene il riscatto di laurea bisogna prima valutare la propria situazione contributiva e l’età.
Il riscatto della laurea per la pensione anticipata risulta particolarmente vantaggioso per i giovani professionisti che hanno iniziato da poco la carriera lavorativa. In questi casi, il costo è generalmente più contenuto grazie al sistema contributivo e alla possibilità di accedere al riscatto agevolato. Inoltre, dilazionare il pagamento in un lungo periodo rende l’investimento più sostenibile.
A chi non conviene riscattare la laurea? Per i lavoratori più anziani o con redditi elevati, la valutazione deve essere più accurata. Il sistema retributivo comporta costi maggiori che potrebbero non essere compensati dai benefici pensionistici, specialmente se mancano pochi anni alla pensione.
La convenienza aumenta per chi ha una carriera lavorativa discontinua o ha iniziato a lavorare tardi. In questi casi, il riscatto della laurea ai fini pensionistici permette di recuperare gli anni di studio colmando eventuali gap contributivi e garantendo una pensione più adeguata.
È fondamentale considerare anche la propria capacità di risparmio e investimento. Le somme versate per il riscatto potrebbero essere destinate ad altre forme di previdenza complementare o investimenti finanziari che potrebbero offrire rendimenti interessanti nel lungo periodo.
Le varie forme di riscatto per le pensioni sono quindi opportunità da valutare attentamente in base alla propria situazione personale. In conclusione, riscattare la laurea conviene a chi ha davanti a sé un congruo numero di anni lavorativi e desidera ottimizzare la propria posizione previdenziale, sia in termini di anzianità contributiva che di importo della futura pensione.
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