Quanto costano le università telematiche? L’indagine dell’O.N.F.
Anche quest’anno l’O.N.F., ovvero l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato, in collaborazione con la Fondazione Isscon, un’indagine sui costi delle università italiane. L’analisi si basa sul sistema di calcolo delle tasse universitarie, che dipendono principalmente dal reddito familiare dello studente. A titolo esemplificativo, sono state individuate cinque fasce reddituali di riferimento per valutare le differenze nei costi di iscrizione.
Ma la principale novità, ed è quella sulla quale ci concentriamo in questo articolo, è l’inclusione, per la prima volta, di un monitoraggio anche sui costi delle università telematiche, settore in crescita e sempre più scelto dagli studenti per la sua flessibilità.
Come si calcolano i costi di un’università telematica
Per calcolare il costo complessivo di un’università telematica, è necessario considerare diverse spese, a iniziare dalla retta annuale per l’iscrizione, che per un corso di laurea online rimane fissa, indipendentemente dall’ISEE, anche se molti atenei, come vedremo, prevedono delle agevolazioni economiche. A questa si aggiunge la tassa regionale, il cui importo varia in base alla sede dell’università e si aggira mediamente sui 140 euro. Alcuni istituti prevedono inoltre una tassa d’esame, che può raggiungere i 150 euro all’anno o, in alcuni casi, essere applicata a ogni singolo esame sostenuto.
Le spese per il materiale didattico sono generalmente contenute, in quanto gran parte delle risorse è disponibile online, riducendo la necessità di acquistare libri di testo. Complessivamente, i costi mensili per frequentare un’università telematica si collocano tra 200 e 400 euro, tenendo conto di tutte queste voci di spesa.
I costi delle università telematiche
Grazie ai dati dell’Osservatorio sulle Università Telematiche di AteneiOnline.it, dallo studio condotto dall’O.N.F. è emerso che le tasse universitarie per i corsi online, triennali e magistrali, variano tra i 2.000 e i 4.290 euro annui, escludendo convenzioni e agevolazioni. A questi costi si aggiungono le tasse di segreteria e la tassa regionale per il diritto allo studio. Diversamente dalle università tradizionali, dove le rette dipendono dall’ISEE, nelle università telematiche i costi restano fissi.
Molti atenei prevedono agevolazioni economiche destinate a diverse categorie, tra le quali giovani, donne in gravidanza, membri delle Forze Armate, iscritti a sindacati e associazioni di categoria, oltre ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Secondo AteneiOnline, i costi medi effettivi sostenuti dagli studenti delle principali università telematiche italiane, considerando agevolazioni e sconti, oscillano tra 1.500 e 3.000 euro annui, a seconda del corso di studi scelto.
Quanto costano le singole università telematiche
Dal rapporto si evincono anche i costi medi annui delle singole università.
Per l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, si aggirano sui 1.337 €, 2.030 per l’Università degli Studi Guglielmo Marconi 2.100 € è il costo medio per l’Università Telematica Internazionale Uninettuno, 2.200 € per l’Università Telematica “Leonardo da Vinci”. Ancora, l’Università Mercatorum prevede un costo medio annuo di 2.227 €, l’Università Telematica Pegaso 2.383 €, la San Raffaele Roma 2.472 €, l’Università eCampus 2.711 € e la Unifortunato 3.000 €.
Sul calcolo dei costi, uno dei principali vantaggi delle università telematiche è il risparmio sulle spese indirette, che possono incidere significativamente sul budget di uno studente. Mentre chi frequenta un’università tradizionale deve sostenere costi per trasporti, alloggio e pasti, soprattutto nel caso dei fuorisede, chi sceglie un ateneo online può studiare comodamente da casa, eliminando queste spese.
Università telematiche, le novità in arrivo
Interessante è la sezione del rapporto che riguarda le novità riguardanti le università telematiche a partire dal prossimo anno accademico per effetto del Decreto Bernini. In particolare, gli studenti dovranno obbligatoriamente seguire almeno il 20% delle lezioni in modalità sincrona, ovvero in diretta, senza possibilità di fruizione esclusiva di contenuti registrati. Sul fronte degli esami, il decreto punta a un ritorno alla modalità in presenza, pur mantenendo alcune eccezioni per studenti con patologie certificate o in situazioni di emergenza.
La valutazione subirà una riforma, prevedendo non solo una prova finale, ma anche test intermedi e attività online per monitorare il progresso degli studenti. Saranno inoltre introdotti limiti numerici per le classi: nei corsi scientifici potranno essere ammessi massimo 150-200 studenti, mentre in quelli umanistici fino a 500. Il rapporto tra docenti e studenti sarà regolato di conseguenza.
Infine, il decreto stabilisce una chiara distinzione tra atenei tradizionali e telematici: le università online potranno erogare esclusivamente corsi a distanza, mentre per offrire percorsi misti dovranno collaborare con le istituzioni tradizionali. Verrà inoltre rafforzato il ruolo del tutor, che dovrà avere competenze specifiche sia nella materia di insegnamento sia nella didattica online, per garantire agli studenti un supporto continuo e qualificato.
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